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Ho creato questo sito per condividere con voi, attraverso lo scambio di idee, di esperienze e di letture utili e positive,

 la passione per costruire un mondo migliore e per discutere insieme come arrivare a questo  importante traguardo.

L'arte di vivere

La vita è un'avventura e in questo senso va vissuta se si vuole stare in pace con se stessi e si vogliono cogliere le occasioni e le opportunità che essa ci offre, ovvero la "fortuna" nel senso concepito anche dal nostro grande Macchiavelli. C'è una famosa frase di John Lennon che dice: la vita è quella cosa che accade mentre tu stai facendo altri progetti, che riprende in modo efficace una definizione che mi è sempre piaciuto dare, e cioè che la vita è tutto quello che mai ti aspetti. Definizioni che partono da un certo pessimismo, se pensiamo alla visione della vita che Giovanni Verga ci mostra, ad esempio, ne I Malavoglia, vinti dal destino e dalla natura nella loro voglia di arricchirsi e di emergere a qualunque costo nella scala sociale. Ma se invece prendiamo a simbolo Siddhartha di Herman Hesse, constatiamo che si comincia a vivere proprio quando ci siamo liberati dalle cariche, dagli onori, dai bisogni, e quando "l'essere" vince su "l'avere", perchè la vita è come un fiume che scorre inesorabile e che trascina tutti nello stesso modo. Per cui quello che accade oggi a me, accadrà poi anche a te, perché tutti stiamo sul bordo del fiume della vita e - anche se è vero che siamo fautori del nostro destino - c'è sempre qualcosa di imprevedibile che viene causato da altri, dalla stessa natura, che circonda questo "fiume". Ma nel nostro determinismo indeterminato del vivere esiste anche la famosa teoria dei giochi di Nash che dimostra che, sotto diverse condizioni, esiste sempre una situazione di equilibrio che si ottiene quando ciascun individuo che partecipa a un dato gioco (come quello della vita) sceglie la sua mossa strategica in modo da massimizzare il suo playoff, sotto la congettura che il comportamento dei "rivali" non varierà a motivo della sua scelta. Per cui si vince e si perde, e tutto dipende da come siamo noi in quel preciso momento e da come è il nostro avversario. La vita è quindi una partita che si deve giocare con determinazione, con vigore ma anche con filosofia perchè ci sarà sempre qualcuno che in quel momento è in grado di vincere e che possiamo non essere noi, soprattutto se i giochi sono truccati e questo purtroppo avviene spesso, come abbiamo potuto constatare nell'Italia odierna. Tutto questo viene felicemente superato se prendiamo a esempio la famosa frase di Gramsci, il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà, il che significa vivere la propria vita con saggezza e soprattutto avere la cultura del vivere che ci proviene dal gusto per la semplicità, per le cose essenziali, per le cose utili ed eticamente corrette, per quelle esteticamente belle. Quindi per vivere bene occorre avere una grande conoscenza di tutto quello che la vita ci può riservare, di tutti i mondi possibili, per poter capire quello che ci sta succedendo e per poter fare le scelte migliori tenendo conto di tutte le variabili indipendenti che la vita stessa ci offre. E questa grande conoscenza ci viene dalle letture delle opere fondamentali della filosofia, della letteratura della poesia, del teatro, dell'economia e della sociologia. Dalla frequentazione dei luoghi e dei musei dove le bellezze e le ricchezze dei paesaggi, e delle opere d'arte che vi sono ospitate, ci educano al gusto del bello, dell'utile e del buono. Per avere una vita serena, guidata dai grandi valori condivisi dall'umanità, l'etica e l'estetica devono essere le linee guida nel nostro percorso su questa terra, nonostante tutti gli imprevisti che la vita ci riserva. Questo modo di concepire il nostro essere e il nostro agire deve essere sentito soprattutto da chi svolge compiti istituzionali, le cui finalità devono essere sempre quelle di perseguire il bene comune, con il massimo dell'efficienza e dell'efficacia a livello economico, ma non il minor costo sociale possibile. Ma questo non è sempre facile, perché spesso non si dispongono nemmeno delle risorse minime necessarie che possono essere utilizzate come start-up per poter avviare attività di pubblica utilità a beneficio della società civile e dell'immagine del nostro Paese. Inoltre, il problema non è solo quello delle risorse finanziarie, perché se si fanno bei progetti i fondi alla fine, anche se con molta più fatica, si trovano. Esiste anche il problema che c'è sempre qualcuno che vuole impedire che tu porti avanti delle nuove idee. Umberto Eco lo ha magnificamente raccontato nel suo splendido romanzo Il nome della rosa che rappresenta la lotta atavica tra innovazione e tradizione, tra la ricerca della verità e il potere che vuole oscurarla, simboleggiata da William di Baskerville e da Jorge da Burgos, tra la forza rigeneratrice del riso e quella distruttrice del dolore. Per concludere, la mia vita sia privata che professionale è stata sempre una ricerca per raggiungere alcuni valori per me fondamentali e per i quali la vita merita veramente di essere vissuta: il bene comune; il benessere sociale; la felicità di ogni singola persona e dell'intera società; la correttezza nei rapporti interpersonali e il rispetto delle buone regole; l'armonia, la pace e la serenità. Come giustamente ci dice Dante nella celebre terzina "...fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". È in sintesi quello che ho cercato molto indegnamente di fare nel servire l'Italia e l'Europa nel corso del mio excursus professionale.

 

Estratto di un'intervista del 27 Dicembre 2012

Con William Kentridge e Raffaella Corcione Sandoval
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Con mia sorella Orietta, Wendy Luhabe, Giuseppe Maria e Fausta Morganti
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Con Umberto  Eco e Ricardo Neiva Tavares, Ambasciatore del Brasile a Roma (2014)
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Con Brunello Cucinelli
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Con Fabio Volo
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Con Anna Venturini Fendi
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Con il Rettore Francesco Ubertini e Renata Archetti.
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